A Dangerous Method • Recensione

a-dangerous-method-locandinaUn metodo pericoloso “A Dangerous Method”, un intreccio di relazioni tra Carl Jung, Sigmund Freud, Sabina Spielrein e i primi giorni della psicoanalisi.

Un film che esplora brillantemente concetti freudiani su come vogliamo assecondare le nostre emozioni di base e come la ragione imprigiona i nostri desideri.

Alla base di tale analisi superficiale, tuttavia, è la rappresentazione più profonda della teoria della personalità di Freud in cui c’è un Es, l’Io ed un Super-Io, tutti combattono dentro di noi per aiutarci a prendere decisioni e modellare il nostro comportamento.

La più semplice delle spiegazioni è che il super-io è la tua coscienza, tutto ciò che è critico, morale, etico e giusto. L’es è rappresentato dai vostri desideri e tutto ciò che fa appello ai vostri istinti più bassi. L’io è la parte organizzata e realistica che cerca di dare un senso di unità cercando di bilanciare l’es ed il super-io focalizzato sulla perfezione e la morale.

La storia descrive la vita di Freud e il rapporto con Jung dal momento del loro primo incontro fino al crollo del loro rapporto professionale, un breve periodo di 6 anni.

Sabina Spielrein il primo nodo di connessione tra i due. Lei viene portata in ospedale per curare la sua isteria, dove Carl Jung, prende in mano il caso e decide di provare qualcosa di diverso rispetto ai soliti trattamenti che vedono utilizzati a quell’epoca; il paziente veniva curato immerso in un bagno freddo o con il trattamento dei salassi. E’ che così testa per la prima volta la “talking cure”, un metodo che ha letto in un articolo di Sigmund Freud.

Il “metodo pericoloso” si riferisce al fatto che, al momento, questo trattamento è sostanzialmente sperimentale infatti venne attaccato dalla professione medica esistente come potenzialmente pericoloso per il paziente. L’americano, medico-psicologo William James contemporaneo di Freud scrisse: “Non posso fare niente nel mio caso delle sue teorie del sogno, e ovviamente il ‘simbolismo’ è un metodo ancor più pericoloso.” Il film “A Dangerous Method” non è affatto sprezzante della psicoanalisi, se pur, nella sua raffigurazione delle interpretazioni dei sogni nel duello di Freud e Jung, e nel complesso rapporto tra Jung e Spielrein, evidenzia abilmente come il simbolismo è infatti un metodo pericoloso da trattare nelle relazioni umane.

Alcuni puristi si sono lamentati sul fatto che questo film non rappresenti un ritratto realistico del rapporto di Jung e Freud. E’ chiaro infatti che si tratta di un dramma, in questo caso, un resoconto romanzato di una serie storica dei fatti, e a noi è piaciuto così.

Waking Life • Recensione

waking-life-locandinaWaking Life, scritto e diretto da Richard Linklater è un visionario film che non sento di categorizzare semplicemente come una pellicola d’animazione poiché stilisticamente innovativo e spiritualmente ricco di contenuti.

Come nasce Waking Life? Anni fa il regista si è trovato a sperimentare molteplici falsi risvegli, incerto se fosse addormentato o no, ha cominciato ad interessarsi ai sogni lucidi maturando l’idea di un nuovo e particolarissimo film. Ha mantenuto l’idea fino a quando la tecnologia esistente per realizzare pienamente la sua visione del film è arrivata grazie ad una tecnica computerizzata a livello pionieristico che trasforma l’azione in tempo reale in un disegno grezzo bidimensionale.

Il risultato è un aspetto visivo inquietante dove volti, occhi e corpi ondeggiano e tutto sembra fluido e in divenire; un lavoro visivo originale che offre alcuni trattati filosofici interessanti sui principi fondamentali della vita pur essendo una costante fonte di umorismo e stupore.

Il film è incentrato, si fa’ per dire, su una sola domanda: “Siamo sonnambuli nel nostro stato di veglia o camminiamo attraverso i nostri sogni?”. Per trovare le risposte il protagonista del film incontra una varietà di persone, tra cui il filosofo Robert C. Solomon, l’attore, filosofo e poeta Timothy “Speed” Levitch, il regista Steven Soderbergh e gli attori Ethan Hawke e Julie Delpy , i quali offrono dibattiti e dialoghi astratti e non sull’esistenza; “Il sogno è il destino?” Cosa ci tiene a terra?

Da brividi la scena in cui il protagonista comincia a sospettare di essere in un sogno chiedendo chiarimenti, qualcuno gli suggerisce di provare a spegnere l’interruttore della luce, una delle prove principali che le persone impiegano prima di imbarcarsi in un sogno lucido; non vi svelo cosa accade.

Siamo davvero così lucidi nella nostra vita da svegli come ci piace pensare? Siamo spesso eclissati da abitudini di pensiero e nuvole emotive, un uomo sente quello che vuole sentire e ignora il resto. Non ci rimane altro che aggrapparsi a quei momenti di lucidità, quelle improvvise opportunità, per uscire dalla nostre dipendenze e dai pensieri di tutti i giorni per realizzare davvero dove stiamo andando, modificando la rotta se e quando necessario.

Dopo la visione del film può, per alcuni di voi che masticano abbastanza bene l’inglese, essere interessante leggere i punti di discussione filosofici che sono proposti in questo articolo.

Per chi invece è rimasto affascinato dalla tecnica utilizzata dal film in questione posso suggerire di visionare A Scanner Darkly – Un oscuro scrutare (2006) sempre di Richard Linklater; tematica differente ma altrettanto affascinante.

Inception • Recensione

inception-locandina“Inception”, l’arte di controllare i sogni. Christopher Nolan, come si racconta, avrà davvero passato dieci anni a scrivere la sceneggiatura di questo straordinario film anche perché non potrebbe essere altrimenti.

Si potrebbe riassumere in breve il nucleo del film definendo la storia come il racconto di una rapina di una squadra di agenti ingaggiati per avventurarsi nella mente delle persone ed estrarre i più oscuri segreti dal loro subconscio ma è solo una scusa per narrare qualcos’altro.

Dom Cobb, Leonardo DiCaprio, viene assunto da un potente miliardario per fare l’opposto: per introdurre un’idea nella mente di un rivale, e lo fa così bene che egli ritiene che l’idea sia sua.

Questo non è mai stato fatto prima; le nostre menti sono così attente a idee estranee che il nostro sistema immunitario le riconosce come agenti patogeni.

Il tema centrale su cui gira tutto il film, dunque, sembra essere la capacità di creare coscientemente e navigare nel mondo dei sogni. Questo è il sogno lucido nella sua essenza.

Come il protagonista del film, lo spettatore di “Inception” non può mai essere abbastanza sicuro di trovarsi nel tempo del sogno o nel tempo reale. L’eroe spiega che non si può mai ricordare l’inizio di un sogno, e che i sogni che sembrano coprire le ore possono durare solo un breve periodo di tempo, ma non sai mai quando si sta sognando.

Inception non è solo belle località estere e realtà fantastiche di un sogno, i colpi di scena riccamente dettagliati si trasformano attraverso paesaggi onirici immaginari e realtà fisica. Ciascuno di questi mondi creati artificialmente sembrano pienamente realizzati fin nel più piccolo dettaglio, anche quello più surreale. Il regista usa la sua propensione ai sogni lucidi per creare immagini eleganti e mondi onirici che sono sconvolgenti per la loro perfezione.

Inception è uno di quei film che è al di là dell’essere brillante con una stratificazione sia narrativa che tematica. Al pubblico si richiede di prendere un insieme di regole, eccezioni, luoghi e abilità al fine di comprendere il testo, figuriamoci il sottotesto. Dallo spettatore è richiesta una concentrazione intensa, il film solleva idee e riflessioni complesse. Inception può essere complicato ma, in poche parole, è uno dei migliori film di sempre, non di meno lo attestano le caterve di premi e riconoscimenti.