Waking Life • Recensione

waking-life-locandinaWaking Life, scritto e diretto da Richard Linklater è un visionario film che non sento di categorizzare semplicemente come una pellicola d’animazione poiché stilisticamente innovativo e spiritualmente ricco di contenuti.

Come nasce Waking Life? Anni fa il regista si è trovato a sperimentare molteplici falsi risvegli, incerto se fosse addormentato o no, ha cominciato ad interessarsi ai sogni lucidi maturando l’idea di un nuovo e particolarissimo film. Ha mantenuto l’idea fino a quando la tecnologia esistente per realizzare pienamente la sua visione del film è arrivata grazie ad una tecnica computerizzata a livello pionieristico che trasforma l’azione in tempo reale in un disegno grezzo bidimensionale.

Il risultato è un aspetto visivo inquietante dove volti, occhi e corpi ondeggiano e tutto sembra fluido e in divenire; un lavoro visivo originale che offre alcuni trattati filosofici interessanti sui principi fondamentali della vita pur essendo una costante fonte di umorismo e stupore.

Il film è incentrato, si fa’ per dire, su una sola domanda: “Siamo sonnambuli nel nostro stato di veglia o camminiamo attraverso i nostri sogni?”. Per trovare le risposte il protagonista del film incontra una varietà di persone, tra cui il filosofo Robert C. Solomon, l’attore, filosofo e poeta Timothy “Speed” Levitch, il regista Steven Soderbergh e gli attori Ethan Hawke e Julie Delpy , i quali offrono dibattiti e dialoghi astratti e non sull’esistenza; “Il sogno è il destino?” Cosa ci tiene a terra?

Da brividi la scena in cui il protagonista comincia a sospettare di essere in un sogno chiedendo chiarimenti, qualcuno gli suggerisce di provare a spegnere l’interruttore della luce, una delle prove principali che le persone impiegano prima di imbarcarsi in un sogno lucido; non vi svelo cosa accade.

Siamo davvero così lucidi nella nostra vita da svegli come ci piace pensare? Siamo spesso eclissati da abitudini di pensiero e nuvole emotive, un uomo sente quello che vuole sentire e ignora il resto. Non ci rimane altro che aggrapparsi a quei momenti di lucidità, quelle improvvise opportunità, per uscire dalla nostre dipendenze e dai pensieri di tutti i giorni per realizzare davvero dove stiamo andando, modificando la rotta se e quando necessario.

Dopo la visione del film può, per alcuni di voi che masticano abbastanza bene l’inglese, essere interessante leggere i punti di discussione filosofici che sono proposti in questo articolo.

Per chi invece è rimasto affascinato dalla tecnica utilizzata dal film in questione posso suggerire di visionare A Scanner Darkly – Un oscuro scrutare (2006) sempre di Richard Linklater; tematica differente ma altrettanto affascinante.