06.05.2010 L'UOMO CHE VERRA’ (Italia, 2009. 117’ - Drammatico) di Giorgio Diritti
con Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Claudio Casadio

Martina ha 8 anni ed è l'unica figlia di una coppia di poveri contadini. La sua famiglia vive in un paesino alle pendici di Monte Sole e la bambina ha smesso di parlare qualche anno prima quando il suo fratellino è morto dopo pochi giorni di vita. La sua mamma è di nuovo incinta e Martina trascorre le sue giornate aspettando e sognando il suo 'nuovo' fratellino. Nel frattempo la vita diventa ogni giorno più difficile: il paesino dove vivono è stretto tra le brigate partigiane del comandante Lupo e i nazisti che avanzano e diventa sempre più impossibile non fare i conti con la realtà della guerra. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre del 1944 finalmente nasce il bambino e poche ore dopo le SS iniziano un rallestrellamento senza precedenti. E' l'inizio di quella che verrà ricordata come la strage di Marzabotto in cui persero la vita 780 civili, in maggioranza donne e bambini.
"Film così aiutano ad allontanarsi dall'estetica di plastica delle fiction per tornare a misurarsi con la vera forza delle immagini e con la grande scommessa del cinema. Che è quella di emozionare e insieme far riflettere. Ritmato dal passare delle stagioni, il film racconta dieci mesi, dal dicembre '43 ai primi di ottobre del '44, di una famiglia di contadini nei pressi di Marzabotto (...). Recuperando una moralità troppe volte dimenticata, evitando qualsiasi gratuita spettacolarizzazione, Diritti non ci racconta uno dei tanti eccidi dell' ultimo conflitto ma il destino di vittime che la guerra fa cadere sulle persone: evita le trappole della revisione storiografica, dimostra un pudore coraggioso di fronte alla messa in scena della morte e riesce a fare un film che è soprattutto un inno alla vita, aiutato in questo da un cast perfetto dove professionisti e non sanno trasmettere un' immagine indimenticabile di verità e di dolore." (Paolo Mereghetti, Corriere della Sera)
GRAN PREMIO DELLA GIURIA MARC’AURELIO D’ARGENTO, MARC’AURELIO D’ORO DEL PUBBLICO AL MIGLIOR FILM-BNL. PREMIO "LA MEGLIO GIOVENTÙ” ALLA IV EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2009). CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2010 PER: MIGLIOR FILM, REGISTA, SCENEGGIATURA, PRODUTTORE, ATTRICE PROTAGONISTA, ATTRICE NON PROTAGONISTA, DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA, MUSICISTA, SCENOGRAFO, COSTUMISTA, TRUCCATORE (AMEL BEN SOLTANE), ACCONCIATORE (DANIELA TARTARI), MONTATORE, FONICO DI PRESA DIRETTA, EFFETTI SPECIALI VISIVI, DAVID GIOVANI

13.05.2010 IL CONCERTO (Francia/Romania/Belgio/Italia, 2009. 120’ - Commedia/Drammatico) di Radu Mihaileanu
con Aleksei Guskov, Dmitri Nazarov, Mélanie Laurent

All'epoca dell'Unione Sovietica, sotto il governo di Brezhnev, il direttore dell'orchestra del Bolchoï, Andrei Filipov, era all'apice del successo. Tuttavia, il suo rifiuto di allontanare alcuni musicisti di origine ebraica, tra cui il suo caro amico Sacha Grossman, gli costò l'allontanamento e la disgrazia. Il cinquantenne Andrei, dopo la caduta del blocco sovietico, continua a lavorare per il prestigioso teatro ma in qualità di custode, vessato e ingiuriato dal direttore cha ha per lui una profonda antipatia. L'occasione del riscatto per Andrei giunge sotto forma di un fax che l'uomo trova per caso, in cui l'orchestra è invitata a Parigi per tenere un concerto al Théâtre du Châtelet. Andrei non ci pensa due volte: convoca tutti i suoi vecchi compagni musicisti - ridotti ormai a compiere i mestieri più disparati per sopravvivere - e decide di presentarsi a Parigi al posto della vera Orchestra del Bolchoï per rivivere finalmente i fasti di un tempo. Ma il suo soggiorno parigino sarà anche occasione per incontrare la celebre violinista Anne-Marie Jacquet e chiudere i conti con il proprio passato.
"Mihaileanu cala l'asso, fondendo l'anima satirica e quella politica con un'esecuzione del concerto per violino di Čajkovskij che strappa immancabilmente le lacrime alla platea. Trasformando il sogno comunista in armonie musicali, e le persecuzioni di un intero popolo in un'intricata vicenda di famiglia. Un poco macchinoso, a tratti. Ma i fantasmi del comunismo e dell'antisemitismo sono più vivi che mai. Per questo continuano a far ridere e piangere." (Fabio Ferzetti, Il Messaggero)
CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2010 PER: MIGLIOR FILM DELL’UNIONE EUROPEA

20.05.2010 IO SONO L’AMORE (Italia, 2010. 120’ - Drammatico) di Luca Guadagnino
con Tilda Swinton, Flavio Parenti, Juliane Köhler, Pippo Delbono

Emma e Tancredi Recchi sono una coppia dell'alta borghesia lombarda. Sposati da tanti anni senza essersi mai amati, trascorrono la loro monotona esistenza in una splendida villa nel cuore di Milano insieme ai loro tre figli, Elisabetta, Edoardo e Gianluca. Mentre Gianluca è l'orgoglio di suo padre, destinato a prenderne un giorno il posto, Edoardo, il prediletto di Emma, delude ogni aspettativa di Tancredi con il suo idealismo. Quando Edoardo si getta a capofitto nell'ennesima avventura rilevando un ristorante insieme al suo amico Antonio, un giovane e talentuoso chef di umili origini, come al solito Emma si schiera al suo fianco. L'arrivo di Antonio, la sua creatività e il suo sorriso daranno una brusca sterzata alla vita della famiglia Recchi, risvegliando in Emma la potenza dell'amore...
"I film di Luca Guadagnino (e usiamo questa espressione volutamente, perché non ci sembra si possa ancora parlare di un 'cinema' di Luca Guadagnino) un merito ce l'hanno: dividono. Sin dal suo esordio con 'The Protagonist’, esercizio di cultura cinematografica, e fino al discusso 'Melissa P.’, Guadagnino ha lambito il confine tra il volutamente ambizioso e l'ingenuamente fastidioso. Anche 'Io sono l'amore’ è intriso di ambizione, fin dal titolo, così apodittico e volitivo. Eppure, rispetto alle altre prove, qui Guadagnino fa un effettivo scarto in avanti e gestisce la sua ambizione entro i limiti di una storia e di una messa in scena determinate, seppur molto magniloquenti. L'inizio è di quelli belli, essendo ambientato in una gelida Milano durante la ricca nevicata dell'inverno del 2008. (...) In 'Io sono l'amore’ ci sono, allo stesso tempo, delle cose insopportabili e delle cose che si fissano nella mente e nella memoria con la forza delle immagini ancestrali. Guadagnino ci perdonerà se pensiamo che i suoi film nel complesso non facciano ancora il suo cinema, però è evidente che un cinema c'è ed è molto forte, solo che non si è liberato del tutto." (Dario Zonta, L’Unità)

27.05.2010 LA PRIMA COSA BELLA (Italia, 2010. 116’ - Commedia) di Paolo Virzì
con Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Stefania Sandrelli, Claudia Pandolfi

‘La prima cosa bella’ di Paolo Virzì si muove agli antipodi della forma-racconto, ma tocca le stesse radici. Ovvero, ci ricorda il meglio della nostra storia di Italiani e di autori cinematografici, crea personaggi (la madre - quella di Sandrelli rimane nel suo curriculum come la stella più brillante, quella di Ramazzotti come una delle grandi figure femminili del cine-novecento) indelebili, fa correre la sua macchina da presa in perfetto tempo musicale. E in fondo, anche lui ci regala una forma di 3D, quella che fa delle emozioni dei suoi personaggi qualcosa che 'si collega' alle nostre, oltre la bidimensionalità nelle profondità dei nostri vissuti più segreti. Difetto: una parte centrale più stanca e scontata, condotta da una scrittura seduta e professionale. Ma il miracolo del contatto tra autore e pubblico ne esce indenne. (Roberta Ronconi, Liberazione)
CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2010 PER: MIGLIOR FILM, REGISTA, SCENEGGIATURA, ATTRICE PROTAGONISTA (MICAELA RAMAZZOTTI, STEFANIA SANDRELLI), ATTORE PROTAGONISTA (VALERIO MASTANDREA), ATTRICE PROTAGONISTA (CLAUDIA PANDOLFI), ATTORE NON PROTAGONISTA (MARCO MESSERI), DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA, MUSICISTA, CANZONE ORIGINALE, SCENOGRAFO, COSTUMISTA, TRUCCATORE (PAOLA GATTABRUSI), ACCONCIATORE (MASSIMO GATTABRUSI), MONTATORE, FONICO DI PRESA DIRETTA, EFFETTI SPECIALI VISIVI

03.06.2010 WELCOME (Francia, 2009. 110’ - Drammatico) di Philippe Lioret
con Vincent Lindon, Firat Ayverdi, Audrey Dana

Bilal, un ragazzo curdo di 17 anni, lascia l'Iraq per ritrovare la sua fidanzata emigrata con la sua famiglia a Londra. Ma il viaggio attraverso l'Europa e la sosta in Francia saranno tutt'altro che semplici e di breve durata.
"Il vero pregio di 'Welcome’ è nella capacità di Lloret di assorbire le problematiche all'interno di una ben congegnata struttura drammaturgica, creando personaggi di sfumato spessore esistenziale con cui pian piano entriamo in un contatto di partecipazione umana, che va ben al di là di ogni discorso militante." (Alessandra Levantesi, La Stampa)
CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2010 PER: MIGLIOR FILM DELL'UNIONE EUROPEA

10.06.2010 GENITORI & FIGLI - Agitare bene prima dell’uso (Italia, 2010. 110’ - Commedia) di Giovanni Veronesi
con Silvio Orlando, Michele Placido, Luciana Littizzetto, Margherita Buy

L'atavico confronto-scontro tra il mondo degli adulti e quello dei giovani viene narrato attraverso lo vicende e lo sguardo disincantato della quattordicenne Nina. Una mattina, il professore assegna alla classe un tema dal titolo: "Genitori e Figli: istruzioni per l'uso". Per Nina sarà occasione di poter parlare per la prima volta a cuore aperto del suo rapporto con i genitori, del fratellino di otto anni, di una misteriosa nonna che ricompare all'improvviso dopo vent'anni, ma, soprattutto raccontare di sé...
"Più che l'ormai snaturato e declassato interesse culturale e nazionale, il nuovo film di Giovanni Veronesi dovrebbe vantarsi di un alto interesse personale ed emozionale. La scena suggestiva è quando tutta la travagliata famiglia di Gianni e Luisa coi figli si tuffa a capofitto nelle acque in cui sono state appena 'soffiate' le ceneri della nonna. Perché, al di là delle situazioni buffe, 'Genitori & figli - Agitare bene prima dell'uso’ (lo dimostra la dedica finale) è per il regista una specie di cognizione del dolore, anche quello di organizzare la rappresentazione di un'incomprensione. Seguendo le tracce di un tema che un professore dà in classe sulla famiglia, la storia scritta con Chiti e Agnello analizza due tipi di incomprensioni, tra teenager ma anche tra adulti e consenzienti. (...) Non è che venga molta voglia di ridere, anche se l'autore aiuta con momenti ad hoc. Tutto sommato il match è pari, finalmente i teenager non sono visti come idioti da spot ma coi problemi di cui i genitori passano le consegne: è il gioco delle parti." (Maurizio Porro, Corriere della Sera)
CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2010 PER: MIGLIOR FONICO DI PRESA DIRETTA, DAVID GIOVANI

17.06.2010 SOUL KITCHEN (Germania, 2010. 99’ - Commedia) di Fatih Akin
con Adam Bousdoukos, Olivier Gourmet, Adelaïde Leroux

La prima grande commedia romantica del nuovo millennio l'ha diretta un turco di Amburgo, è ambientata in un ristorante di quelli che servono robaccia a clienti affezionati, ha un protagonista sovrappeso con l'ernia del disco e una colonna sonora meravigliosa che mescola funky e rythm & blues con hip hop, 'rebetiko' greco e naturalmente una canzone di Hans Albers, (...) Come avrete capito è anche una commedia svitata perché oggi bisogna essere un po' tocchi per essere romantici e in ‘Soul Kitchen’ di Fatih Akin ognuno è così matto da voler fare solo quel che gli piace. Autore e produttori dicono che ‘Soul Kitchen’ è un moderno 'Heimat film', ovvero un film sull'idea di patria, dunque, modernamente, di comunità, di famiglia, di appartenenza. Che è veramente il massimo per un film girato e diretto da figli e nipoti di immigrati. Se non gli danno un premio vero ci incateniamo davanti al vecchio Palazzo del Cinema finché non sarà finito quello nuovo (scherziamo: sarebbe morte certa). (Fabio Ferzetti, Il Messaggero)

24.06.2010 I GATTI PERSIANI (Iran, 2010. 101' - Drammatico) di Bahman Ghobadi
con Negar Shaghaghi, Ashkan Koshanejad

Teheran. Negar e Ashkan tentano di mettere su un gruppo musicale coinvolgendo altri musicisti. Tuttavia, coscienti del fatto che in patria non riusciranno mai a esprimersi come vorrebbero, i due cercheranno di convincere i loro compagni a lasciare clandestinamente l'Iran. Ma senza soldi e senza passaporto l'impresa si rivela piuttosto ardua.
"Il film è paradossalmente 'lieve', un tour tra gruppi rock a caccia dei componenti di una banda disposti a suonare in un concerto a Tehran e poi a fuggire all'estero. Un tipo comico e un po' fanfarone promette a Negar e Ahkan permessi e passaporti, ma il suo pusher sarà arresto. L'odissea dei due ragazzi è cadenzata da video-clip su Tehran, scatti amorevoli sulla città, i poveri, i clochard, le donne velate, neri fantasmi tra grattacieli, ragazzi in magliette heavy metal, capelli lunghi, jeans, una foto di Marlon Brando nel ‘Selvaggio’, un'altra di Humphrey Bogart, un merlo in gabbia chiamato Monica Bellucci... contraddizioni tra una società dai gusti globalizzati e un apparato di guardiani di chissà che." (Mariuccia Ciotta, Il Manifesto)

01.07.2010 GREEN ZONE (U.S.A./Gran Bretagna, 2010. 115' - Drammatico/Guerra) di Paul Greengrass
con Matt Damon, Greg Kinnear, Brendan Gleeson

Cronaca dei giorni che precedettero l'inizio del conflitto in Medio Oriente, nel 2003. Roy Miller viene chiamato a Baghdad, insieme a un team di ispettori dell'esercito, per cercare le armi di distruzione di massa che gli americani credono stoccate e nascoste nel deserto iracheno. Tuttavia, la missione si trasforma in un'inaspettata operazione di copertura...
"Il film di Greengrass con Damon sembra un quarto ‘Bourne’ che continua a correre in Iraq. (...) Ritmo e montaggio sono adrenalina pura, tutto è giocato su un unico registro ma il messaggio è forte e chiaro. Damon, avvertito, non si ferma: ringrazia il dottore ma va avanti." (Maurizio Porro, Corriere della Sera)